domenica 1 maggio 2011

Mentre il PDL si contorce contro parte di se stesso e il Presidente della Provincia, Santa Maria Capua Vetere viene espugnata: le domande inevase e un nuovo laurismo nella Città del Foro?


Al famoso adagio di Tito Livio stavamo pensando, “quando a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”, mentre leggevamo le dichiarazioni di ieri dell’on. Romano, circa le convulsioni contro una parte del proprio partito e contro il presunto tradimento sammaritano del Presidente della Provincia di Caserta (http://interno18.it/politica/19700/romano-non-abbandona-faro-vincere-simoncellie-poi-apre-luigi-falco).
Non siamo avvezzi, né tantomeno vogliamo mettere il naso nelle guerre politiche all’interno del PDL, se tali guerre non avessero delle ricadute drammatiche nella nostra Città.
L’uno contro l’altro, questo contro quello, nomine clientelari in enti parastatali ed ASL, rendono sempre più distante siffatta classe politica dai problemi serissimi di Santa Maria.
Il presidente del Consiglio Regionale, on. Romano, deve ancora delle risposte alla nostra Città, tenuto conto che, pur essendo il mentore di Simoncelli, quest’ultimo ha riconosciuto in più occasioni di essere all’oscuro di svariati problemi sammaritani (infatti ha più volte affermato di mancare da S.Maria da alcuni anni), ma su uno di essi in particolare il candidato sindaco sembra cadere dalle nuvole: la gravissima questione ambientale che affligge S.Maria e le sue Periferie.
Ecco le domande che a tuttora restano inevase a proposito della prossima costruzione dell’impianto di digestione anaerobica di rifiuti organici a S.Maria, come documentato sul sito della Regione Campania e come richiesto in alcune interrogazioni al Romano stesso:
  1. Per quale motivo  si vuole procedere alla realizzazione di digestori anaerobici (75.000 tonnellate di rifiuti umidi all’anno da sversare nell’ex CDR, ora chiamato STIR) ex novo abbandonando l’ipotesi di valorizzare quelli già esistenti? 
  2. Si è proceduto ad una valutazione di impatto ambientale relativamente alla realizzazione di impianti ex novo di digestione anerobica della frazione organica nei pressi degli Stir?
  3. Si è a conoscenza del fatto che l’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere dista poche centinaia di metri dal centro abitato, dalle scuole e dalla Casa Circondariale?
  4. Che lo stoccaggio, la movimentazione di migliaia di tonnellate di rifiuti organici e altri materiali fermentescibili determinano  un grave impatto olfattivo e altre forme di inquinamento che peggiorano la qualità dell’aria già compromessa?
  5. Sono stati informati i cittadini su qual è il guadagno in termini di tutela dell’ambiente, per esempio in termini di non incremento della concentrazione d’anidride carbonica nell’atmosfera?
  6. E’ stata informata la cittadinanza circa le misure prese riguardo al trasporto, l’immagazzinamento e la pulizia del gas prodotto dal sistema di trattamento, in modo da chiarire che un eventuale vantaggio  per la comunità (produzione di gas metano dai rifiuti organici) è ottenuto senza disagi per la popolazione che ospita l’impianto?
Un’altra domanda, collegata alle domande di cui sopra, sorge spontanea e riguarda il Presidente della Provincia di Caserta. La notizia l’abbiamo apprese sempre dall’ottimo Interno18 (http://interno18.it/attualita/19691/rifiuti-la-provincia-abbassa-la-tariffa-lo-smaltimento-nello-stir).
Fermo restando che è un po’ difficile che la Provincia possa abbassare la TARSU, essendo una tassa comunale, dobbiamo deplorare  questo tentativo, che appare un po’ maldestro specie nel vivo di una campagna elettorale nella nostra Città, da parte della Giunta provinciale, di approvare un provvedimento che stabilisce di abbassare “… l’importo della nuova tariffa per lo smaltimento dei rifiuti presso la discarica “Maruzzella” in San Tammaro o lo STIR di Santa Maria Capua Vetere…”.
A noi sembra una elemosina che somiglia ad una larvata forma di laurismo, vale a dire una forma di clientelismo e di paternalismo, simile all’opera politica di Achille Lauro, il monarchico che negli anni cinquanta a Napoli elargiva piccoli doni (i famosi pacchi) ai napoletani in cambio del voto.
A noi effettivamente tutto ciò sembra un “pacco”, cioè un po’ una fregatura/bidone.
Dott. Antonio Merola 
 Delegato della lista “Uniti per Esistere”